PAGINA DELLA POESIA    -    Catalogo Libri di Poesia

 

Questa pagina, periodicamente, accoglierà alcune poesie

 

 VORREI


Vorrei
alzarmi, al mattino, di buon'ora,
e vedere il cielo
sereno.

Vorrei
passare, indisturbato, tra la gente,
e non sentire che parole
d'amore.

Vorrei
visitare gli ospedali del mondo,
e non trovarvi neppure
un malato.

Vorrei
frugare negli arsenali di armi,
e non trovarvi nemmeno
un fucile.

Vorrei
scrivere un libro di storia,
e non parlare mai
di soprusi.

Vorrei
acquistare un dizionario nuovo,
e non trovarvi la parola
guerra.

 

POESIA DA "MESSAGGI" DI  BRUNO DE BIASI

 

 IL TEMPO DELL'UNIVERSO

Scorre nel tempo
intorno all'esistenza
infinito e misterioso
tutto genera
tutto annulla
intenso e grandioso.
Ma nell'immenso
spazio sconosciuto
esso muore
avvolto dall'etere.
Dove la realtà materiale
rientrerà come un'aspirale
in quell'indescrivibile
universo primordiale.

 

POESIA DA "LE STAGIONI DELLA VITA" DI  PIERPAOLO SANNA

 

CANTO DEL CIELO

Ombre nere come le tenebre
luci velate di ombre.
Chissà perché questo episodio,
lontano nel tempo
mi ritorna alla mente.
Tutte le volte
mi squarcia il cuore
con un altro dolore
sempre uguale, puntuale,
come il tuono
nell'infuriare della tempesta.
Incanto e meraviglia
il guizzo di luce
che serpeggia nel cielo
aspettando il rimbombante fragore.
È il canto del cielo
che ti costringe
a sollevar lo sguardo
e tremando a riflettere.
Ogni volta si ricomincia
la ricostruzione è lenta.
Accasciati giù, sempre più giù,
burattini senza fili,
senza membra, senza ossa,
senza più un filo di speranza
che ci riporti su.
Che fatica la vita!

POESIA DA "PAROLE E COLORE" DI  LAURA PISANO

 

I MIEI NONNI

Non li conobbi neanche da bambino

i miei nonni..Solo, talvolta, a tavola,

se ne parlava come di una favola

vissuta, incastonata nel cammino

 

della vita. Conosco il camposanto

dove col tempo sono diventati

polvere ed oramai dimenticati,

senza una pietra od una croce accanto.

 

Tutto è scomparso, ma di certo c’erano

i nomi scritti sulle croci nere

come braccia in attesa di preghiere

a dar fiducia all’anime che sperano.

 

Di sicuro m’avrebbero cullato

con una nenia dolce e coinvolgente

come un vago motivo dell’Oriente

finché mi fossi in grembo addormentato.

 

Non li conobbi, però quando spazio

fantasticando nel giardino immenso

dell’universo, li ricordo e penso,

e parlano con loro li ringrazio.

 

Li ringrazio d’avermi dato in dono

mia madre, un monumento di bontà:

e mio padre, vissuto in povertà

ma sempre mite, rassegnato e buono.

 

POESIA DA "SITUAZIONI ED IMMAGINI" DI  PEPPINO CARRUS

 

PENNA

Ed oggi con la penna,
mia amata prediletta
l'udito tuo lo senta
quanto t'ho amato e t'amo!
Ti prendo per i fianchi,
che troppo magra sei,
e t'alzo fino al cielo.
Paziente, rara e buona,
come che dir parole
non renderanno mai
ciò che davvero sei.

E' amore
mia bambina
Negartelo è impossibile,
soltanto se lo vuoi.
Ricevilo da ora
Da tanti a questo mondo
Che vedono da te
Preziose luci fitte
Che poi sono i tuoi occhi.
Perdona chi t'ha dato
da tribolare tanto.

Ma so che già lo fai.

POESIA DA "MIA PREDILETTA" DI  CRISTIANA LODDO

 

SOGNANDO SU UNA BIANCA SPIAGGIA DI PERLE

Al mattino ho sognato anfore
sbarcate in silenzio da una nave
su una bianca spiaggia di perle.
Ritte sulla riva in una lunga fila,
colme di rari e preziosi vini,
ogni anfora un giorno della mia vita.
Alla sera ho sognato anfore,
dietro di me i giorni ormai passati
interminabile cumulo di cocci infranti,
anfore che frettolosamente ho gettato via,
frammenti di vita che le onde disperdono,
vaghe parvenze di volti sbiaditi, dimenticati,
desideri, progetti, illusioni,
inutili rimpianti di giorni perduti.
Davanti a me le anfore dei giorni futuri,
ormai avvolti dall'ombra del crepuscolo,
non riesco a vederne la fine.
A tentoni, nel buio, prendo un'anfora,
è colma di un vino inebriante,
con una conchiglia d'alabastro
attingo un denso succo di rubini,
e assaporo ogni sorso lentamente:
voglio brindare alla luna che fugge muta e pensierosa
e si perde tra le nuvole chiare,
voglio brindare al mare che canta la sua eterna canzone
sulla riva dove l'onda corre a riposare,
voglio brindare a questa notte d'estate,
amica misteriosa profumata di mirti e lentischi.
Rimango assopito sulla bianca spiaggia di perle,
sotto un cielo punteggiato di stelle,
e attendo, ma senza fretta, l'alba di un altro giorno.

POESIA DA "ANTICO MARE" DI  MARTINO  FADDA

 

 

L’ARTE

L’arte, quella vera, è vita, è sofferenza,
è figlia dell’assenza, della mancanza,
dell’impossibilità di avere,
di amare, e non c’è altro rimedio,
ci rimane solo il sognare,
che esprimiamo
con schizzi d’anima
su tele pallide che si colorano di sentimenti,
con schegge, da materia flagellata, strappate via,
morte che libera vita;
con note colorate
su asciutti pentagrammi,
con parole che nascono dentro;
l’arte, quella vera,
è sentimento che si fa sostanza,
è sogno di felicità,
è irrealtà,
è verità di sofferenza,
è un buco nero nell’anima,
che non si rimarginerà,
fino alla prossima illusione
di felicità.

 

"DIARIO IN VERSI" DI  RICCARDO GIUSEPPE MEREU

 

IL PAESE LONTANO

Raggi di sole
Come armi taglienti
Questo mi resta
Ho paese mio
Così ti sento
Tutto si perde
Senza anima
Solo gridi
Non c’è parola
Gente saggia ricordo
Io ascoltavo
Più niente è rimasto
Ditemi
Quel che vedo è errato
Non si può fermare il mare

POESIA DA "BASSA MARE" DI  SERGIO BALDINI

 

LANDA MARINA IN FIORE  (Poesia in dialetto di Cabras-Oristano)


Su Sìnnisi in su chizzi
tottu cant’ è frorìu...
e i ddu à’ fragh’ ‘e marìu...
de zìppiri e moddizzi...

In sa costera canta’
su pillonedu scidu...:
ddui canta’ sa pispanta
s’isturru e su muttidu...

E i su pastori sou
andendi avattu a pei
de su tall’ ’e i’ brebeis
sona’ su pipaiou...

Febas attes’ attesu
s’appùbanta pischendì...
cantendi s’Argheresu
s’intendi e no s’intèndidi...

’Oghis innoi accanta
cantus attesu innìa...
i a Gèsus i a Maria
tottu sa terra càntada...

Conchiattu fill’ ’e Dèusu
me in su Sìnnisi andendi
issu puru cantendi
nara’ grazzias a Dèusu...:

Pisabella nedendi
pàrid in’ anadinca...:
su fror’ ’e sa pruinca
ddi pràghid’ a succiai...

Sèmpiri disiggendi...
non si ndi sazzà mai...
s’agancia’ sa pruinca...
dda torrada a succiai...
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Fraghu bell’ ’e pruinca
ddu àd’ in s’ ott’ ’e guventu...:
chi no ti ndi cuntentu
mi ndi sega’ sa mr...!

 

"SA GIORRONNAD' 'E CONCH' 'I ATTU" DI  SALVATORE BALDINO

 

CHI SEI, CHI SIAMO?

Specchiandomi in una limpida fonte
d'acqua sorgiva, mentre indugiava
intorno il dolce tepore d'aprile
ho chiesto alla mia immagine: chi sei?
Un pugno di polvere, o una scintilla
del solo ceppo ancestrale
che si dissolverà nel nulla?

Ma pensai: complessa è l'esistenza
e breve la nostra vita terrena
(creata a somiglianza del Supremo)
che differisce anche l'una dall'altra
come le stelle nei cieli
che ruotano anch'esse intorno
all'unico perno: l'esistenza.

E allora per capire
i tortuosi meandri del pensiero
e delle cose, ho aperto il libro
della sapienza che viene dall'alto
e ho cercato, scavato, fino a che
ho acquistato un intendimento nuovo,
una dimensione diversa.

Ora so chi sono, chi siamo:
atomi lucenti
nell'oceano dell'eternità:
vita nell'Eden restaurato.
Jehova Dio asciugherà ogni lacrima,
scioglierà i lacci della morte,
ci condurrà in vie di santità.

POESIA DA "LUCI E OMBRE" DI  EFISIA BULLIRI

 

T'INVOCO, MORTE

T'invoco, morte;
come ignorandoti,
invocavo te, vita.
E troverai un corpo scarnito,
dilaniato dalle sofferenze,
occhi risanati dalla tua ombra.
Non coprirò orecchie
al tuo grido lacerante
di vittoria,
ma avrai sorriso
di labbra socchiuse;
non più sogni di glorie decadute
in un'estate senza sole.

POESIA DA "IL SILENZIO DELLE PAROLE" DI  FRANCA TRONCI

 

ORIZZONTI

Seguiranno gli amori spenti
a ripiegar le solitarie notti
zuppe d'umori scarlatti.
Disperse nuvole
porteranno condivisi
giuramenti e promesse,
di là dalla riva del cielo.
In orizzonte consumato
da alienati sguardi,
sbriciolo scartati pensieri
ai gabbiani
che van volando stanchi.

POESIA DA "MADREPORE" DI  BIANCA CASTI

 

ALLA DERIVA

In noi si è perso il senso,
la percezione della prospettiva,
non c'è profondità emotiva
in questo nostro vivere: ogni cosa
tra noi rimane inerte in superficie,
relitto alla deriva...
Perciò non ci commuove né stupisce
più niente ormai e tutte le notizie
piacevoli o sgradite hanno lo stesso
effetto, sono uguali e sono vane
per noi e in ogni caso
non valgono le nostre
nevrosi e paranoie quotidiane...

POESIA DA "NOTTURNO CONTROCANTO" DI  MARCELLO MURONI

 

PAGINA DELLA POESIA  -  Catalogo Libri di Poesia