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Giovanni Carafa operatore letterario, promotore e divulgatore culturale.

Artista, pittore,  critico d'arte, scrittore, saggista, recensore letterario.

Già docente presso Liceo Artistico Statale "C. Contini" di Oristano.

cell. 333 859 2494

crfgnn@gmail.com

 

 


Giovanni Carafa

 

 

 

Giovanni Carafa

 

Scrittore

 

Artista 

 

Critico d'Arte

 

Operatore  Letterario

 

Recensore Culturale

 

Promotore e Divulgatore Culturale 

 

Collaboratore del Notiziario EPDO

 

 

 

 

Giovanni Carafa

Giovanni Carafa ex docente e critico d'arte

 

 

 

 

 

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Opera di Giovanni Carafa

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Giovanni Carafa

Giovanni Carafa mentre presenta

una Mostra d'Arte Contemporanea

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa  

   I Quaderni "Tratti Umani" di Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

Giovanni Carafa

Giovanni Carafa mentre presenta

una Mostra d'Arte ConteMPO

 

 

 

 

EPDO - Giovanni Carafa

Libro  "Tagghjate" di Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa

Libri di Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa

Libro di Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

EPDO Notiziario Librario Progetto CAU

Notiziario Culturale EPDO  -  Articolo di  G.Carafa

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa  

Libro di Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa

Libri di Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

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Notiziario Culturale EPDO  -  Recensione di  G. Carafa

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa  

Libro di Giovanni Carafa

 

 

 

 

EPDO Notizario Librario Giovanni Carafa

Notiziario Culturale EPDO -  Articolo di  G.  Carafa

 

 

 

 

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Notiziario EPDO Cultura sui libri di Giovanni Carafa

 

 

 

 

Libri EPDO - Giovanni Carafa  

Libro di Giovanni Carafa

 

 

 

 

Notiziario EPDO Cultura Notiziario Librario con recensione del Prof. Giovanni Carafa  dedicato interamente all'Artista ed Editore Roberto CAU

 

 

 

 

Notiziario Culturale EPDO -  Articolo di  G.  Carafa

 

 

 

 

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Prof. Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

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Libro d'Arte Giovanni Carafa

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EPDO - Attestato Culturale Giovanni Carafa

Roberto Cau e Giovanni Carafa

 

 

 

 

 

EPDO - Attestato Culturale Giovanni Carafa

Attestato Culturale EPDO

Conferito a Giovanni Carafa nel mese di Settembe 2024.

 

 

Scheda identitaria: il profilo artistico-culturale

Chiunque esamini l'intera produzione sensibile della sua personalità non potrà che trarre un chiaro e sintetico tratto. Le oggettivazioni comprenderanno sempre l'ambito del visuale in particolare e delle sue connotazione d'arte più estese, e ciò anche quando apparentemente sembrano discostarsene, magari nel restituito più propriamente narrativo-letterario. Già un tratto della sua personalità lirico-fantastica emerge nel primo restituito pittorico formativo allorché lo vedeva nelle vesti di giovane studente d'Accademia. Qui le urgenti e stridenti campiture cromatiche accolgono in un emotivo storico-tematico riattualizzato il fresco e quasi preservato poetico infantile. Spesso, se non sempre, le vibranti gradazioni di tinta si fanno intenso decorativo, divenendo piacere per gli occhi ed emozione dello spirito faber e di quello riguardante. I bisavoli e gli avi di quella travolgente esperienza pittorica in fieri saranno i laici francesi della luce, prima, e del selvaggio dissonante poi, e senza alcuna soluzione di continuità nel loro osmotico vivere la vita come joule de vivre. "Can can", "Lotta di galli", "Tema indiano" saranno alcune delle evidenze lirico-pittoriche di quella stagione. La fascinazione incisorio-calcografica, inizialmente timidamente approcciata, lo vedrà successivamente accanitamente impegnato nell'espresso tecnico-simbolico di un maturato tematico riferito al semiografico-musicale dialogante col testimoniato parietale di evanescenze ancestrali, di una storia fatta per immagini, di uno spirituale palpitante nella notte dei tempi (il Paleolitico…). Il fine grafema sonoro quando liberato un momento dal suo più proprio assume nel fantastico visuale significanze pari a quei lontani meandri segnici consunstanziandosi con essi, e allora, quasi da sciamano, la realtà si coarta, acquista spazio e tempo senza spazio e senza tempo eppure pienamente nello spazio e nel tempo di un cuore pulsante, trasversale nel suo divenire, farsi altro (storia). Sarà l'autonoma operatività di giovane adulto, ormai sganciata dall'esperito formativo di studi, che nella prima metà degli anni '80 vedrà il Nostro affrontare il conseguenziale osato sperimentale psicomotorio-gestuale, a momenti anche a connotazione sociale (decollage, combine painting), e materico. La carica degli avolo sarà mantenuta vivida se pur con il nuovo stagionale essere più proprio di chi si accinge a intraprendere la maturità. L'inizio del secondo lustro di quel decennio sarà connotato dalla necessità di ripercorrere quegli stimoli pittorici del palpitante passato studentesco più formativo per verificare il proprio hic et nunc scevro da ogni laccio e lacciuolo d'ingenuità pur mantenendo il vivido di questa. La produzione pittorica en plain air, da cavalletto, del tessuto paesaggistico-urbano del più identitario, dell'immediato e dell'intorno delle natie contrade, farà la sua forte comparsa già dal primo partorito “Aria del mio paese: Villa Cofano”, subitaneamente seguito da “Il castello D'Ayala: di Roccaforzata”, “Al molo: via Cariati a Taranto”, “Torre Cacace: di Crispiano”, e ancora, sempre più virtuosisticamente, “La stazione ferroviaria: di Grottaglie”, “La fontana monumentale: di Carosino”, “La Stazione radio: di Sangiorgio” e la summa del proprio credo nostalgico-identitario: “Il paese e le Tagghjate” e “Tagghjate: veduta da uno sperone”. Non basterà, ancora, che l'acquisto di un proprio torchio calcografico farà l'altra differenza rivelatrice della vera essenza carismatica simbolico-ancestrale del Carafa nel vincere la resistenza materica della matrice, e nel, finalmente, ritrovato pittorico con l'accarezzato d'inchiostro pronto a vellutare, trasparire, ma anche ora a evidenziare e ora a retrocedere la spazialità dell'arcano linguaggio grafico-segnico di una lingua propria quanto universale e raccolta dal pregiato qualitativo del più proprio di stampa dalla tiratura avara e instancabilmente varia di prove (“pr. di stp.”). “Guerriero”, a più matrici sagomate, ad acquatinta e puntasecca nonché in bicromia, sarà la summa massima, ma anche “Gesto” dove la dialettica positivo-negativo, primo piano e secondo, continuità e interruzione, equilibrio statico e dinamicità sono costantemente in essere. La serie incisoria “Oranti”, “Presenze”, “Sacca primordiale”, poi, costituirà il maturato più proprio di quanto lontanamente intrapreso nei primieri verdi esperiti di studio accademico d'incisione. Il contemporaneo cadenzato concorsuale a cattedre aprirà l'altro vocazionale, il didattico professionale, che a partire dalla seconda metà del decennio successivo e fino al suo naturale compimento avrà un significativo dedito istituzionale nel più vivido “approfondire”, “pensare”, “sentire” e “fare” artistico a nutrimento del nuovo e “amatissimo” generazionale. Agli albori di questa ultima avventura il forte emotivo genererà ancora, stavolta nella terra di adozione, un vivido testimoniato pittorico con anche aspetti di ortodossa grammatica avanguardistico-percettiva. “La cattedrale: di Santa Maira Assunta: di Oristano” e ”I Cavalieri: di Santulussurgiu”, da una parte, ma anche “Composizione con Venere, Ottaviano e maschera” nonché qualche altro sparuto restituito saranno a confermare l'ormai maturato espressivo; “Blu ortogonale” e “Langue”, invece, estenderanno, con la loro, quel credo di contemporaneità più vivida (di strutturazione linguistica). La quadrupla e unica produzione muralistica, poi, sposerà pienamente le istanze pittoriche, la modernità, il maturato e il percettivo più spinto e dell'osmotico dialogo tra arte e paesaggio, tra dare e avere in un equilibrio di necessità: oggetto-contesto-oggetto. Il coinvolto dinamico sarà la chiave di lettura di questo adulto acquisito, pertanto, pur nel loro essere senza titolo alcuno, il “roto-traslatorio”, “l'iridescenza”, la “tensione di campo” e il “geometrico-lirico” la faranno da padroni assoluti. La senilità odierna, infine, sposa, da poco più di un lustro, il risvolto editoriale facendosi istanza concreta, oggettiva e multipla, da una parte in un primo momento come testimonianza e azione progettuale d'identità paesaggistico natia di tutela, salvaguardia e valorizzazione (documentazione puntuale e vissuta prolungandosi anche nel più personale esperito narrativo che sostanzia quelle oggettualità), e in un secondo momento narrando il vivido quotidiano relazionato cittadino umano e ambientale, mentre dall'altra parte sostanzia disinteressatamente e appassionatamente il contributo di lettura, analisi e interpretazione critica di produzioni visuali altrui e sulla scorta del profondo e sincero condiviso per quel credo che le oggettiva. Da artista ad artista, dunque, dal profondo sentire ed esistenziato.

Per le edizioni EPD'O ha già pubblicato (vai a  pag.1): Tagghjate (2020); Dalle Tagghjate al Belvedere (2022a); Racconti dalle Tagghjate (2022b); Racconti altri (2023); Girùddu lu Mònucu, la gioia di vivere (2024); la collana di narrativa Tratti umani (2025a); Roberto Cau, i trittici. Dialogo con l'artista (2025b); Note critico-interpretative sull'artista Roberto Cau (2025c); La cracchera de Tziu Bellu (2026a); Racconti, trilogia di narrativa: della memoria, della quotidianità dell'arte (2026b).

 

 

 

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