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Roberto Rampone  operatore letterario, attivo promotore e divulgatore culturale.

Scrittore, traduttore, saggista, redattore di articoli.

Professore di biblioteconomia e bibliotecario italiano.

cell.  388 6173904

info.robertorampone@gmail.com

 


roberto rampone

 

 

 

Roberto Rampone

 

Operatore  Letterario

 

Poeta  e  Scrittore

 

Recensore Letterario

 

Promotore e Divulgatore Culturale 

 

Collaboratore del Notiziario EPDO

 

Collaboratore  Letterario presso la

Caffetteria Bar Letterario SHARDANO

in Oristano

 

 

 

 

Roberto Rampone   

Libro di Roberto Rampone

 

 

 

Roberto Rampone

Serata Letteraria di Roberto Rampone

 

 

 

 

 

Roberto Rampone

Serata Letteraria per la rivista ERBAFOGLIO

di Roberto Rampone

 

 

 

 

Roberto Rampone

Libro di Roberto Rampone

 

 

 

 

Roberto Rampone

Serata Letteraria

 

 

 

 

Evento Culturale Libro EPDO Bruno Brovelli

Serata Letteraria Libro EPDO "FATTUS IN DOMU"

con Roberto Rampone

 

 

 

Libri EPDO - Roberto Rampone

Libro EPDO di Roberto Rampone

 

 

 

 

Notiziario Culturale EPDO - Oristano

Notiziario Culturale EPDO

Recensione su Roberto Rampone a cura di Giorgia Casula

 

 

 

Roberto Rampone

Serata Letteraria con Roberto Rampone

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Roberto Rampone

Libro EPDO di Roberto Rampone

 

 

 

 

 

 

Roberto Rampone

Serata Letteraria di Roberto Rampone

 

 

 

 

Libri EPDO - Roberto Rampone

Libro EPDO di Roberto Rampone

 

 

 

 

Roberto Rampone

Libro di Roberto Rampone

 

 

 

 

Roberto Rampone

Serata Letteraria con Roberto Rampone e  Santina Raschiotti

 

 

 

 

Roberto Rampone

Libro di Roberto Rampone

 

 

 

 

Roberto Rampone è uno scrittore, traduttore, saggista, redattore di articoli.

Professore di biblioteconomia e bibliotecario italiano.

BIOGRAFIA

Formatosi all’I.T.C. N°2 “Sergio Atzeni” di Oristano al corso “I.T.E.R. Turistico”, non appena diplomatosi mosse in Inghilterra per studiare la lingua inglese e vedere realtà totalmente diverse da quella in cui nacque.

Lavorò per 2 anni a Londra svolgendo diversi lavori per potersi mantenere. Tornò in Sardegna nel 2014 a causa della morte di un parente, e dopo una permanenza di circa 10 mesi ripartì alla volta di Firenze. Qui si iscrisse al corso di laurea triennale di Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze (UNIFI)

Studiò da privatista e conseguì gli esami nel dipartimento allora di Via Bolognese, 52, distaccato da quello originario di Piazza Brunelleschi, proprio nel centro storico di Firenze. Si laureò in nemmeno 2 anni e mezzo. Dopo l’esperienza della laurea triennale in Filosofia, che era stata per lui più uno studio di interesse, dato che alle scuole superiori non aveva fatto studi classici, fece domanda per il Servizio Civile Nazionale per poter lavorare all’interno del settore dei Beni Culturali. Venne selezionato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF), una delle più grandi biblioteche d’Italia per dimensioni e posseduto di risorse e prima in assoluto ad essere edificata e destinata ad uso di biblioteca. Il tanto lavoro da fare alla BNCF, la passione per i libri, in specie per quelli antichi, gli diedero la spinta per scegliere il suo prossimo percorso di studi Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Inizialmente volle abbandonare la città di Firenze e andare a Venezia, ma il passaggio da diversi atenei e il dover fare ulteriori esami per l’ammissione in una città che lo affascinava, ma che non conosceva bene come ormai conosceva Firenze, gli fece scegliere nuovamente l’ateneo fiorentino. Qui, nel campo della biblioteconomia e dell’archivistica, conobbe tra i principali Professori più noti d’Italia sia per il loro operato universitario che per le modifiche apportate in tale campo; fra questi: Mauro Guerrini (il più noto esponente della biblioteconomia in Italia, nonché Professore Emerito dell’UNIFI che sarà anche suo relatore di tesi di laurea); Graziano Ruffini (Professore di Tecniche e Metodologie per il libro antico); Stefano Zamponi (Professore Emerito dell’UNIFI uno dei massimi esperti di paleografia latina); Attilio Mauro Caproni (professore di Bibliografia e figlio del poeta Giorgio Caproni); Antonio Romiti (il più importante archivista d’Italia nonché inventore del vincolo polimorfo). Inoltre ricevette un attestato di merito per il lavoro svolto alla BNCF firmato dall’allora direttore Luca Bellingeri.

ANTONIO PANIZZI LETTERATO

Rampone è noto principalmente per il proprio interesse nella miglioria del settore biblioteconomico, e la sua carriera nel medesimo, cominciata in Toscana, lavorando in una delle più prestigiose biblioteche d’Italia, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF). Rampone, durante un esame universitario che concerneva la figura di Antonio Panizzi – il cosiddetto “Prince of Librarians” – nota che gli studi condotti attorno a questa personalità erano inerenti solamente ai profili del Panizzi esule, Panizzi bibliotecario e del Panizzi patriota. Il profilo del Panizzi letterato non era ancora stato studiato a fondo da tanti, eccetto alcuni eminenti Professori e Dottorandi, fra questi si ricordano Mauro Guerrini, Stefano Gambari, William Spaggiari, Rossano de Laurentiis.

Pertanto, cominciò a vedere una bibliografia delle opere panizziane – che esaustiva non poteva dirsi – e notò, fra le carte del catalogo per autore e titolo della BNCF, un’opera dal titolo lunghissimo: “Orlando Innamorato di Bojardo; Orlando Furioso di Ariosto; with an Essay on the Romantic Narrative Poetry of the Italians; Memoirs and notes by Antonio Panizzi. London: William Pickering, 1830 -1834” .

Facendo delle ricerche scoprì che l’opera non era mai stata esaminata prima sennonché verso la fine dell’Ottocento dal celebre Poeta Giosuè Carducci, e a fine Novecento da Alessandro Marcigliano. Nel primo caso la traduzione era stata fatta della Life of Bojardo e della Life of Ariosto – due parti che si trovano l’uno del vol. II e l’altro del vol. VI dell’edizione panizziana – per scopi prettamente personali e preparatori al saggio del 1911 dal titolo Su l’Orlando Furioso; nel secondo caso la traduzione venne fatta per il volume “Atti e memorie della Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria”. Dalle ricerche svolte Rampone ha scoperto che l’opera non era mai stata nemmeno tradotta integralmente in italiano, pertanto decise di tradurla con l’obiettivo di presentarla come tesi di laurea in Biblioteconomia. La mole di lavoro fra traduzione e cura del testo, ricerca di un editore, reimpaginazione e impostazione testuale richiese quattro anni d’intenso lavoro. Trovò l’editore interessato al suo lavoro di traduzione mentre lavorava nel 2022-2023 nel Lazio, nel circuito delle Biblioteche di Roma – nel quale lavorò in più di venti biblioteche – proprio appena aveva lasciato la Sardegna dopo l’esperienza nelle Biblioteche Comunali delle province di Oristano e Nuoro. Rampone avrebbe preparato per la sua laurea in Biblioteconomia una tesi, di per sé, tra le più grandi mai scritte, che sarebbe constata di 6 volumi (5 di traduzione e 1 introduttivo all’edizione italiana della traduzione panizziana), della quale, per ovvi motivi di tempo, alla laurea porterà solamente il primo volume introduttivo. L’opera da lui tradotta fu di estrema importanza già nell’Ottocento, poiché riuniva per la prima volta in assoluto l’Orlando Innamorato e l’Orlando Furioso in un’unica pubblicazione e nella forma ortografica e tipografica corretta. La maggior parte delle edizioni pubblicate fino ai tempi di Antonio Panizzi differivano, difatti, le une dalle altre, sia per motivi stilistici, che per refusi tipografici o dello scrittore o ancora dal curatore.

Nel volume I dell’opera, Panizzi, nel Saggio sulla Poesia Romanzesca Italiana, cerca di tracciare una linea che permetta di stabilire la cuna della letteratura cavalleresca, e di capire da dove attinsero i bardi di corte e successivamente i poeti e i cantastorie per le vicende in essa raccontate. Durante il Saggio Panizzi, a più riprese, è pungente nei confronti di critici, storici, antiquari, fra i quali Pierre Jean-Baptiste Le Grand d’Aussy, Anne-Claude-Philippe de Tubières – Conte di Caylus –, Sharon Turner, Pierre-Louis Ginguené, Giulio Ferrario, Geoffrey of Monmouth, Giuseppe Pelli e altri. Tutti poco attenti ai particolari, per i quali, attraverso le perusing – com’è solito chiamarle nel corso del libro ossia l’esamina – li smentisce aspramente e qualche volta li sbeffeggia pure. Dopo il Saggio, Panizzi, riprende e ingloba, a fine volume, una tavola  fuori testo redatta con tanto di note scritte di propria mano: la Tavola dei Paladini dell’Antichità. Tavola d’estrema importanza, che arricchisce notevolmente il valore del libro, e che di per sé era già presente nell’opera Reali di Francia di Andrea da Barberino, alla quale però Panizzi apportò delle modifiche poiché trovò evidenti errori commessi dallo stesso autore dei Reali. Il volume II si apre con un memoriale su Matteo Maria Bojardo scritto da Antonio Panizzi sulla base delle numerose biografie pubblicate sull’autore. In questo volume Panizzi mette in risalto l’apice della poesia boiardesca, dai componimenti lirici agli Epigrammata, passando per Amorum Libri Tres e la commedia Timone fino a giungere alla stesura dell’Orlando Innamorato, del quale offre una notevole cronologia degli eventi in cui il poeta scrisse il poema, poi rimasto incompleto a causa della sua morte avvenuta il 19 Dicembre 1494. L’Innamorato, com’è noto, rimase incompleto con il Libro III che accoglie ancora oggi solo i canti fino al IX e si interrompe bruscamente. Al memoriale di Bojardo segue, pertanto, il testo integrale in ottava rima dell’Orlando Innamorato, guarnito delle preziose e minuziose note panizziane riportate a fine libro nell’edizione inglese. Il testo dell’Innamorato prosegue adornato dalle note di Panizzi nei successivi volumi III, IV e V. Con quest’ultimo volume, Panizzi volle offrire al pubblico inglese un’opera che fino all’epoca non era apparsa nemmeno in Italia. Egli s’impegnò a tal punto da collazionare diversi esemplari dell’opera di Bojardo, gentilmente offerti da Sir Inglesi che conobbe una volta entrato in servizio alla British Museum Library grazie al mecenatismo di Sir William Roscoe, al quale dedicherà l’intera pubblicazione. L’importanza assoluta di questi libri (vol. II-V) sta nel fatto che l’opera di Bojardo non venne data alle stampe fino ai tempi di Panizzi per ben trecento anni, come egli stesso fa notare nella prefazione del vol. I.

“[…] La mia intenzione originaria era di pubblicare soltanto il testo del poema di LUDOVICO ARIOSTO; ma poi ho riflettuto che sarebbe, come in tutte le edizioni precedenti, un lavoro incompleto se non accompagnato dall’Innamorato di MATTEO MARIA BOJARDO, la cui opera originaria non è stata data alle stampe per quasi trecento anni, e mai attentamente, e le copie di essa sono sia rare che scorrette. […].

I volumi dal VI al IX hanno la stessa struttura dei quattro precedenti:

Il volume VI si apre con un memoriale su Ludovico Ariosto scritto da Antonio Panizzi. Narra della vita dell’autore sotto il profilo del commediografo, del diplomatico e del poeta, nonché delle analogie che accomunano accidentalmente i due massimi poeti della letteratura cavalleresca. Al memoriale su Ariosto segue il testo integrale dell’Orlando Furioso per la prima volta scritto nella forma ortografica e tipografica corretta, e per la prima volta nella storia contiguo all’opera di Bojardo, anch’esso guarnito delle preziose note panizziane. Durante le varie fasi di stesura del Furioso, lo stesso Panizzi sospetta e sostiene che i famosi Cinque Canti che il poeta scrisse poco prima della morte non fossero altro che gli ipotetici cinque canti successivi al canto XLVI col quale termina il poema di Ludovico Ariosto. Per la prima volta in assoluto, dopo centonovantaquattro anni dalla pubblicazione londinese, l’opera giunge in Italia tradotta e curata da Roberto Rampone nell’Aprile 2024 ed è sùbito presente fra gli stands del Salone Internazionale del Libro di Torino. È di fondamentale importanza quest’opera per gli studiosi del settore biblioteconomico, nonché per gli italianisti, studiosi di Bojardo e Ariosto, e gli studiosi stessi di italiani esuli nel mondo, che, pur dovendo vivere altrove per via di una condanna, hanno saputo fare grandi cose. Queste grandi cose spesso si trovano ancora solamente scritte nella lingua del Paese in cui vennero esiliati ed è un bene cominciare a riportare queste opere alla loro terra d’origine.

Roberto Rampone è un autore che negli anni si è occupato di vari tipi di scrittura, dalla poesia al saggio alla traduzione, articoli per blog. Il suo lavoro su Antonio Panizzi, Bojardo e Ariosto è frutto anche della

spinta che le patologie paradossalmente riescono a dare per provare a sé stessi di cosa si è in grado di fare e in secondo luogo una prova evidente e d’incoraggiamento per tutti coloro che soffrono della stessa patologia di cui lo scrittore soffre: l’epilessia.

Attualmente cura due blog: Ben House, un progetto da lui ideato quando aveva sedici anni e che ambisce a farlo diventare una “Casa dello Scrittore”, nel blog scrive articoli inerenti la zona dell’oristanese e la cucina sarda per invogliare i turisti a scoprire la Sardegna verace; Shardano, per il quale redige articoli su scrittori sardi che presenta nel programma culturale con cadenza mensile presso lo Shardano di via Giuseppe Biasi, 1 a Oristano. Al momento è in fase di scrittura di due libri inerenti temi sociali che non intende anticipare e che renderà noti con buona probabilità fra la fine del 2026.

BIBLIOGRAFIA

· Roberto Rampone, Contemporaneità, Oristano: E.P.D’O., 2010;

· Roberto Rampone, La Nostra Storia, Oristano: E.P.D’O., 2012;

· Roberto Rampone, Grazie a Una Storia, Oristano: E.P.D’O., 2014;

· Roberto Rampone, Antonio Panizzi letterato: fra Bojardo e Ariosto. Roma: Efesto, 2024.

· Antonio Panizzi, Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo; Orlando Furioso di Ludovico Ariosto; with an Essay on the Romantic Narrative Poetry of the Italians; Memoirs and notes by Antonio Panizzi.

9 vol. London: William Pickering, 1830-1834.Traduzione italiana e cura di Roberto Rampone, Orlando innamorato

di Matteo Maria Boiardo; Orlando Furioso di Ludovico Ariosto; con un Saggio sulla Poesia Romanzesca Italiana; Memoriali e note di Antonio Panizzi. 5 vol. Roma: Efesto, 2024.

· Roberto Rampone, Tundra d’Inverno, (in fase di stesura)

· Roberto Rampone, Molenbeeck, (in fase di stesura)

Pagine web

1. http://autori.poetipoesia.com/roberto-rampone/

2. https://www.edizioniefesto.it/

· https://www.edizioniefesto.it/?s=antonio+panizzi

· https://www.edizioniefesto.it/libri/tomo-i-la-vita-di-ariosto-e-lorlando-furioso-c-i-xxiitomo-ii-orlando-furioso-con-note-e-notizie-bibliografiche-delle-edizioni-di-ariosto-cxxiii-xlvi-a-cura-di-roberto-rampone/

3. http://www.epdo.it/epdo-robertorampone.asp

4.https://www.linkedin.com/in/roberto-rampone/?originalSubdomain=it

5. https://www.youtube.com/

· https://www.youtube.com/watch?v=YFtT8rFK7ic

· https://www.youtube.com/watch?v=0eB0__yKi8c

Articoli di Roberto Rampone

Su https://benhouseoristano.it/blog/ :

1. https://benhouseoristano.it/is-fassonis/

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15.https://shardanostore.com/2026/03/05/erbafoglio-voce-dellisola-e-doltremare/

Articoli e interviste su Roberto Rampone

1.https://firenzeurbanlifestyle.com/biblioteca-nazionale-firenze-orlando-furioso/

2. https://www.giornaledioristano.it/celebra-antonio-panizzi-opera-tradotta-roberto-ramponeoristano-29-dicembre-2024/

3.https://www.ajonoas.it/letture-in-compagnia-di-roberto-rampone-la-poesia-romanzesca-enon-solo-lintervista/

4.https://appuntioristanesi.it/2025/01/24/gli-orlandi-inglesi-di-panizzi-per-la-prima-volta-initaliano-adriano-sitzia/

5.https://www.giornaledioristano.it/roberto-rampone-scoperta-tesori-letterari-oristano-6-giugno-2025/

6.Intervistato da Santina Raschiotti: https://www.youtube.com/watch?v=w3M49C_eO84

7.https://www.oristanonoi.it/2025/10/lo-scrittore-oristanese-roberto-rampone-presenta-il-letterato antonio-panizzi/amp/

8.https://www.unionesarda.it/cultura/il-principe-dei-bibliotecari-riscoperto-nel-saggio-di-roberto-rampone-n4k8j1iy

9. Articolo su «La Nuova Sardegna» del 24/02/2026 “Una sfida letteraria tra Ariosto e Boiardo.

L’oristanese Roberto Rampone e la sua opera monumentale sui "poemi epici” di Pietro Marongiu

 

 

 

 

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