La Galleria d'Arte di
Domenico Cugusi
Pittore
Domenico Cugusi è nato a Cagliari nel 1954. Laureato in Giurisprudenza. Ha cominciato a dipingere nel 1974 , nel 1980 ha presentato i suoi primi quadri. Negli anni seguenti ha svolto un incessante lavoro di ricerca pittorica che è culminata con le nuove opere presentate presso la Galleria Comunale d'Arte a Nuoro, nel 2004.
DOMENICO CUGUSI
P.zza Sacro Cuore 13 - 09170 ORISTANO
Tel. 078373049

Presentazione di Giovanni Carafa
Sì, è cosa ardua parlare di lui artista, o meglio, del pittore e grafico; vi starete chiedendo il perché?...
Beh, intendo, almeno se si vuole fare una rapida sintesi di ciò che emerge a una prima dall’osservazione della sua produzione.
Ci vuole del tempo per poter esprimere compiutamente un pensiero, un sentimento, insomma una considerazione critico-interpretativa che possa cogliere l’anima più propria di un fabulatore: ho bisogno di fagocitare, pensare, digerire le sue creazioni; osservarle più volte; visitarle quasi quotidianamente, così come si farebbe con una persona di famiglia e poi, parlare, parlare con l’autore.
Sinceramente, non ho mai avuto la possibilità di accostarmi all’apprezzamento del Nostro; sì lo conosco da tantissimo tempo per la sua attività commerciale di lavoro molto vicina ai miei interessi più immediati del docente che fui sempre pronto a mediare i possibili approvvigionamenti materiali e strumentali dei miei allievi dalle tasche eternamente vuote e da un intorno cittadino avaro nell’offerta (segnatamente nel mio primo ricognitivo professionale…).
Dunque mi accingo ora ad alcune considerazioni sul Cugusi.
Intanto, diciamo subito una cosa: la sua produzione è veramente ampia, e pure intrigante per quel che riguarda le tematiche affrontate e sollevate.
Pittura e grafica in lui si compenetrano, si spiegano vicendevolmente, ma è la valenza pittorica ciò che più fa differenza, con i suoi contrasti cromatici forti, complementari, col segno marcato, sempre ponto nel definire.
Il ductus poi: pastoso, materico, insistentemente inciso, lavorato, sembra voler trasfigurare in concretezza ciò che concretezza non è e non può essere se non nella realtà dell’immaginazione, sempre tanto vera quanto inafferrabile nel suo vivido proporsi.
La figurazione è in ogni dove nel cugusiano sentire; è l’humanitas che si eterna e si problematizza.
I corpi, sempre inizialmente ben definiti, a poco a poco si compongono, si disfano formalmente per poi completarsi o precisarsi anche in momenti di vero gusto micro-decorativo (cfr, Fantasticando).
A volte la memoria del visuale è prontamente a condurci nel pittorico storico, chissà perché (cfr, Ambiguità), dove la dualità umana emerge o si arretra, si riscalda o si fredda asimmetricamente in netti partiti, rosso/blu-celesti, nello specifico qui segnalato.
Il dramma umano coinvolge come un vortice l’esistenza del riguardante: la centralità focale del soggetto le line di forza convergenti, il contrasto di luminosità del rapporto figura/sfondo uniti al grumoso sentito quasi sono a precipitare ogni speranza (cfr, Silenzio e Passione).
I titoli spesso rimandano a un lungo necessitato, quasi intenzionato a perpetuare lo stimolo, il “primum movens”, chiarire, precisare il più recondito arcano cognitivo (?) (cfr, “Nel cuore hai battaglie. Ma la gloria è la Morte, che attende la tua spada”, oppure “L’estate ritorna uguale all’altra estate. Tornano i sogni i sorrisi, le speranze”).
Un altro citazionale storico-formalistico pare evincersi nelle adozioni figurativo-lineari stilizzate dove non manca pure un curioso autoritratto (?) dell’autore (cfr, Manichini di chincaglieria).
L’arte del Cugusi è arte meditativa, profonda, colta e, pertanto, anche suscettibile, nel suo insieme, di un eventuale smarrimento, tanto, per il variegatissimo tematico e conseguente necessitato correlato formalistico.
Nella grafica il macrosegno e il microsegno sono dialetticamente a esitenziarsi nel gesto, nell’impeto o nel precisato, ma è pur sempre l’elemento cromatico a emergere, tanto da ritenersi che sia proprio questo a distrare la base più asciutta del tracciato che, ritengo avrebbe avuto bisogno di un suo più proprio nel severo monocromo.
Quel grafico-pittorico spesso stride, quasi ridonda (cfr, la serie de I territori della mente).
Lascio queste umili stringhe ripromettendomi di dare una più puntuale accoglienza alla produzione del Nostro nell’ambito di un assiduo frequentato familiare.
Prof. Giovanni Carafa
Le Opere di Domenico Cugusi 
"America o sogno infranto"

"Evoluzione abitativa"
"Omozigoti"

"Guerrieri nascosti dietro i muretti a secco dei tancati"
"L'estate ritorna uguale all'altra estate. Tornano i sogni, i sorrisi, le speranze"

"Nel cuore hai battaglie. Ma la gloria è la Morte, che attende la tua spada"
"Terra stagnante, sprofondata nel silenzio del dinteresse ".

"Frammenti di sole" - (Collezione B.N.L.)
"Veggenti"

"Fantasticando"
"Ambiguità"

"Manichini di chincaglieria"
"Silenzio"

"Passione"
"Lastra N° 1"


