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Carlo Casula nato ad Oristano, con grande passione per la storia della città di Oristano e le sue articolate origini.

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 I libri di Carlo Casula

 

 

EPDO - Libri su Oristano di Carlo Casula

EPDO - LIbri su Oristano di Carlo Casula

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Carlo Casula

Civitas Aristanis

Topografia e morfologia dell'antica città tra XIII e XVII secolo

Pag. 170 - Form. 14x21 - € 20,00

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La Civitas Aristanis è una città che nasce e si struttura come sistema idraulico‑difensivo integrato.
La sua morfologia non è il risultato di accrescimento spontaneo, ma di una razionalità urbana giudicale che organizza:
- un asse gerarchico (Ruga Maista),
- un nodo difensivo‑idraulico (Porta a Mari),
- un fossato alimentato dal Tirso,
- un pendio urbano calibrato,
- una piazza conventuale che eredita la quota medievale.
La tesi ricostruisce la morfologia urbana tra il XIII e il XVII secolo attraverso quote, stratigrafie, pavimentazioni, sezioni e piante altimetriche, mostrando come la città giudicale sia una macchina coerente, non un insieme di elementi isolati.

 

 

 

 

 

 

Libri EPDO - Carlo Casula

Aristhianes

La storia di una città tra Othoca e Tharros

Le città perdute del golfo  di Oristano

Pag. 135 - Form. 14x21 - € 20,00

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Questa pubblicazione è una raccolta dei post pubblicati sulla pagina del gruppo web di Facebook “Antica Oristano” nasce dall’esigenza di restituire profondità storica a un tratto del golfo di Oristano che, per secoli, ha custodito una geografia urbana oggi quasi invisibile. Othoca, Neapolis, Cornus, Mare Morto e altri centri minori hanno conosciuto, tra tarda romanità e alto medioevo, un destino comune: la contrazione, la trasformazione, talvolta la scomparsa. In questo paesaggio di città perdute, Aristhianes rappresenta un caso singolare. Non è soltanto un nome conservato nelle carte giudicali: è la traccia filologica di una continuità urbana che, pur mutando forma e funzione, non si è mai del tutto interrotta.
Il titolo del volume — Aristhianes. La storia di una città tra Othoca e Tharros riflette questa prospettiva. Aristhianes viene collocata nel suo spazio storico naturale: il corridoio costiero che univa la città lagunare occidentale di Othoca alla capitale punico‑romana di Tharros. È in questo interstizio, fragile e strategico, che si sviluppa una città destinata a sopravvivere alle crisi del tardo antico e a rigenerarsi nella fondazione giudicale di Oristano.
La scelta della forma Aristhianes, filologicamente prudente e rispettosa delle attestazioni medievali, intende preservare la dignità documentaria del toponimo, evitando normalizzazioni moderne che ne indebolirebbero la portata storica.
Il saggio segue dunque un doppio movimento: da un lato ricostruisce la scomparsa delle antiche città del golfo, dall’altro indaga la rinascita di Aristhianes come matrice urbana della nuova capitale arborense. Non si tratta di una semplice monografia topografica, ma di un percorso di lunga durata che attraversa fonti epigrafiche, documenti giudicali, dinamiche ambientali e trasformazioni del potere. Aristhianes diventa così il filo conduttore per comprendere come una città possa scomparire, sopravvivere nel nome e infine rinascere in una nuova forma, contribuendo a definire l’identità di un territorio che, ancora oggi, vive della sua storia più profonda.