Libro ORISTANO
Città del Turismo Culturale
Territorio del Turismo Paesaggistico e Archeologico
DI ORISTANO...
Amor ne spinse a raccontar per versi…
Della città che mi ha in adozione
vorrei anch'io cantar di sua bellezza
e dire quanto, con grande emozione,
vo discoprendo e l'animo accarezza
nel frequentar, da affanni l'io distolto,
le sue strade, e ammantando di certezza
la storia cui prestano il loro volto
personaggi, palazzi e monumenti
d'un passato che l'Arborea ha involto...
In Sardegna, di qua dal Continente,
Oristano2 s'adagia sonnacchiosa,
il guardo volto al mare d'Occidente,
cinta da un lato dall'acqua limosa
d'un fiume che s'en va con indolenza
a incontrare il mare in foce sabbiosa.
È questa la città cui con pazienza
bramo volger mio sguardo a tutto tondo
per cogliere d'attorno ogni parvenza
e prestar voce a quanto, nel suo mondo,
narra un rito d'antica tradizione
vivo nei dì del Baccanal giocondo,
allor che cavalier nella tenzone
la sfida rinnovan pel fato accolto
in una stella fonte di passione.
Pria di svelare il seducente volto
del costume che della città è vanto,
è d'uopo render noto un fatto colto
che Oristano onora d'immortal canto,
ad opra d'Eleonora d'Arborea,
regina degna di cogliere il guanto
e di impugnar lo scettro che in sé avea
comando e orgoglio d'un gran Giudicato,
l'amata patria nel cui seno ardea
il disio che un sol popolo affrancato,
libero da stranier dominatore,
di giuste leggi fosse contentato...
Oristano, qual borgo medievale
sorto intorno al mille con l'abbandono
di Tharros , ormai perdente rivale
dei Mori predator senza perdono,
s'accoglie entro mura di protezione
per tutela del popolo e del trono.
Ancora oggi il rosso cupo mattone
della cinta muraria cittadina
ne discopre qua e là qualche spezzone.
L'impiego del cotto nella cantina,
come in botteghe e antiche abitazioni,
disvela d'artisti grande fucina:
modellan l'argilla in vasi e mattoni,
erigon lunga barriera e torrioni,
fan la città sicura alle invasioni.
Figolai e mattonai quelle azioni
hanno ormai lasciato al ferro e al cemento
su vestigia d'antiche tradizioni.
Più massicci, e pur degni d'un commento,
sono quei torrioni eretti a difesa
e a maggior salvaguardia nel cimento.
A Settentrione, il guardo ver la chiesa
del Rimedio in Nuracraba ubicata,
oltre l'arcata sul Tirso distesa,
sorge ancor, a Cristoforo dicata,
la maggior torre con la sua campana,
primario accesso alla città murata.
A Oriente Portixedda, tor germana,
racconta sua storia ai visitatori
consci che oggi ogni sua difesa è vana.
A Occidente, con muri protettori,
a San Filippo12 allora intitolata,
s'ergeva vigile sui portatori
Entro la cinta la vita e gli affari
conducevan benestanti signori
tra case principesche e sacri altari:
dalla reggia arborense agli oratori,
dai monasteri alla gendarmeria,
dai conventi agli stalli dei cantori.
I secoli han lasciato in ogni via
a chiese e case impronta padronale:
la Cattedrale di Santa Maria,
San Francesco14 e la sede conventuale,
Santa Chiara15 e l'unito monastero,
il palazzo Arcais16 nella via centrale.
Vittorio Boi
Libro del Turismo Culturale di Oristano
Pag. 315 - Form. 14 x 21 - € 25,00
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Libro Turismo Oristano in Vetrina



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