Libro ORISTANO
Città del Turismo Culturale
Territorio del Turismo Paesaggistico e Archeologico
ORISTANO
UNA CITTÀ CHE DEVE GUARDARE AL FUTURO
di Roberto Cau
La verità è che qui da noi, nell'Oristanese e nella sua ampia provincia, il
cuore della crescita sociale e soprattutto economica non pulsa proprio. Oristano
non ha nessun programma o piano di crescita territoriale . Non ha, ormai, da
decenni, un proprio futuro programmato, né a breve e né tanto meno a lungo
termine. Non esistono pianificazioni, non ci sono studi, idee o innovazioni di
sorta. Non esistono proiezioni economiche-sociali mirate e specifiche per una
futura e necessaria crescita ad alto livello.
Oristano non progetta e non semina. È una città senza orientamenti specifici, e
tutto l'Oristanese non si guarda dentro per proiettarsi verso il prossimo o
lontano futuro. Nonostante il suo straordinario territorio, tra storia e
archeologia, inquanto nel suo grembo ha un grande e straordinario scrigno di
potenziali ricchezze. Uno splendido e incantevole paesaggio, un clima
eccezionale, una posizione geografica unica, situata al centro del Mediterraneo.
Il suo popolo, tra comunità e istituzioni, purtroppo è “dormiente” oramai da
molto tempo. Oristano non sviluppa e non genera impresa. Oristano non copia e
non fa, come, invece, faceva a suo tempo Tharros, la grande città madre, città
fiorente e ricca, attiva e produttiva. Non solo tra agricoltura e allevamento,
pesca e commercio, ma soprattutto tra artigianato e botteghe, esportatrice in
tutto il Mediterraneo di importanti manufatti, soprattutto di arte glittica e
orafa.
Oristano non riesce a svegliare e attivare la nostra comunità assopita in un
“eterno torpore”. Oristano non riesce a istruire e coinvolgere, ad impegnare i
nostri giovani, sempre più disorientati e demotivati, e costretti a scappare
chissà dove. Qui non esistono contaminazioni positive di nessun genere che
possano generare formazione, associazione, interazione, integrazione e
coinvolgimento sociale. Non c'è neppure alcun “fertilizzante” istituzionale o
statale, tra strutture comunali e scuole pubbliche le quali possano poter
favorire, nonché generare, propensione per sviluppare ed esercitare la
collabora-zione sociale e l'impresa in cooperazione.
Penso che le istituzioni siano perdenti all'origine, come pure la scuola e la
famigli, perchè da noi non c'è quello spirito vitale. Penso che le istituzioni
pertinenti, come pure la scuola, in primis, e le varie strutture politiche e
sociali debbano promuovere idee e strumenti di aggregazione e formazione per
poter trovare quei nuovi e necessari spunti di sviluppo per il territorio e per
lo sviluppo socio-economico-culturale. Al fine di poter uscire dai nostri
piccoli confini, negativi e aridi, e, soprattutto, da quella sonnolenza mentale
perenne nella quale siamo intrappolati, fors'anche chiamata “pigrizia”, che
ormai ci sta caratterizzando, nostro malgrado, da troppo tempo.
Coraggio Oristano, mentre, oggigiorno vivi e affronti le innumerevoli chiusure
di tante importanti attività artigianali, commerciali e imprenditoriali, riprova
ad riorganizzare il tuo nuovo futuro, andando alla ricerca di nuove idee nelle
quali la cultura sia il “vento” propulsore e rigeneratore verso quelle
prospettive di vita adeguate ai nostri tempi. Riqualificando la città e tutto il
suo territorio in una nuova, quanto necessaria dimensione sociale attraverso una
forte e rigenerata identità socio-economica. Che, poi, lo stesso ambiente ci
suggerisce e ci impone precisi percorsi e mirati orientamenti comunitari. Con un
atteggiamento sociale rinnovato, attraverso lo studio e la pianificazione del
territorio, possiamo trasformarci in una comunità di uomini e donne capaci di
produrre nuove imprese economiche. Una Oristano “visionaria” che progetta il suo
avvenire, rilanciando la Provincia. E, far nascere, finalmente, una generazione
di imprenditori consapevoli del proprio avvenire.
Roberto Cau
Libro del Turismo Culturale di Oristano
Pag. 315 - Form. 14 x 21 - € 25,00
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Libro Turismo Oristano in Vetrina



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