Libro ORISTANO
Città del Turismo Culturale
Territorio del Turismo Paesaggistico e Archeologico
ECONOMIA MUSEALE
“MAXIMUM MUSEUM DI THARROS”
MAX.MU.TH.
di Roberto Cau
Oristano avrebbe meritato un Grande Museo Archeologico.
Il mancato “Grande Museo di Tharros” nella città di Oristano. Premetto, non vuole essere una provocazione, quanto invece un mio personale sogno.
Oggi noi oristanesi, discendenti diretti dei facoltosi e ricchi tharrensi, non abbiamo la fortuna di avere il nostro grande e importante “Museo Internazionale”! Non abbiamo costruito questa fortuna! Non abbiamo avuto, da tantissime generazioni fa e per tantissime ragioni, questa lungimirante idea storico-culturale-imprentitoriale.
Oristano, oggigiorno, nostro malgrado, non è una importante tappa per il turismo culturale, né mondiale, né europeo, e, forse neanche più isolana.
Oristano ha perso questa possibile opportunità.
Le sue immense ricchezze appartenenti alla nostra città madre, quale è stata Tharros, sono state razziate e sparpagliate nel mondo. Non siamo stati all’altezza di capire, di custodire e di proteggere con amore quell’immenso tesoro.
Un grande patrimonio storico-archeologico-artistico di inestimabile valore che avevamo in casa, in terra nostra, letteralmente appunto, “sotto i piedi”. Oristano, oggi, è povera e priva non solo di un “Grande Museo” ma, anche di quel grande orgoglio che avevano certamente i nostri padri, gli abitanti di Tharros. Qualità che non abbiamo ereditato. Tharros, città colta e prospera, creativa e produttiva, ricca, viva e attiva al centro del Mediterraneo. Tharros, con le sue importanti botteghe, con un gran d’affare e un grande porto, attiva nelle relazioni economiche e relazionali con tutti i popoli del Mediterraneo.
Tharros produttrice di immense ricchezze tra manufatti artigianali e artistici, scultoree e orafe, per uso quotidiano e per elogio all’arte e alla bellezza. Un grande vuoto attorno a noi, che oggi ci mortifica e ci sconforta. Il “Grande Museo di Tharros” che non potremmo mai avere e che non ci potrà mai dare quella forte identità dei padri Tharrensi.
Con questo non voglio togliere nulla o tanto meno declassificare il nostro “Antiquarium Arborense”, oggi locato in via Parpaglia ma con ingresso in P.zza Martini, per di più anch’esso depredato negli anni 60 quando la sua locazione era in Via Ciutadella. Certamente, a mio giudizio, è insufficiente, non pertinente per poter diventare operativo e dinamico, in continua espansione, per rendere fruibili ampi contenuti di Storia e una grande quantità di reperti, soprattutto di Tharros e del Sinis, ma anche di numerosi siti del Territorio Oristanese, e non solo, per poter diventare il Grande Museo del Mediterraneo. Il Museo di Oristano va ripensato per essere adeguato ai tempi e alle necessità sociali ed economiche.
E, neppure togliere nulla anche al Museo Giovanni Marongiu di Cabras con i maestosi e misteriosi Giganti di Mont’e Prama, anzi un grande elogio per il nuovo ampliamento, con il quale futuro assetto museale potrebbe diventare l’effettivo “Museo di Tharros“. Ma, per ora, entrambi non corrispondono certamente, all’unisono, a quel pertinente “Grande Museo” come da me sognato.
Però, il grande “Museo di Tharros” potrebbe per magia concret-tizzarsi all’interno di un’imponente struttura d’epoca come il Palazzo degli Scolopi oppure il Palazzo Giudicale, ex carcere, oggi anch’esso da recuperare, al fine di far vivere la gran parte del meraviglioso e articolato mondo degli ori tharrensi, delle sculture egizie-fenicio-puniche, degli scarabei egittizzanti, e non solo, grande passo atto a nobilitare e dare lustro e vita alla città di Oristano, e, poter implementare oggi più di ieri, quella importante e necessaria macchina qual è l’ “economica-turistico-museale a caratura internazionale”, come già da tempo in altre città hanno attivato con particolare sensibilità e successo. Roberto Cau
Libro del Turismo Culturale di Oristano
Pag. 310 - Form. 14 x 21 - € 25,00


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