Libro ORISTANO
Città del Turismo Culturale
Territorio del Turismo Paesaggistico e Archeologico
LA PINACOTECA COMUNALE C. CONTINI
La Collezione Titino Sanna Delogu e i Plastici di Augusto Schirru
di Ivo Serafino Fenu
Presso la Pinacoteca “Carlo Contini” di Oristano sono state inaugurate due nuove mostre: TITINO SANNA DELOGU, la collezione ritrovata e LA CITTÀ RITROVATA, nei plastici di Augusto Schirru. La prima ha proposto al pubblico, per la prima volta, l'ingente collezione di opere di artisti isolani del '900 raccolta negli anni da Titino Sanna Delogu, in parte donata al Comune di Oristano nel 1969, al fine di istituire una Pinacoteca della pittura sarda e in parte agli eredi, i figli Josto e Rafaele; la seconda, in collaborazione con la Fondazione Sa Sartiglia e con l'ISTAR, ha presentato, invece, i plastici e i disegni realizzati da Augusto Schirru, che con rara perizia tecnica e sicura competenza storica, ha ricostruito i più significativi contesti urbani della Oristano giudicale. Le due mostre visitabili, organizzate dal Comune di Oristano – Assessorato alla Cultura, col contributo della Fondazione Banco di Sardegna, sono state un ulteriore approfondimento dedicato dalla Pinacoteca di Oristano alla storia e alla cultura della nostra Isola di un passato più o meno recente. Soprattutto la prima, che fa seguito alla mostra dedicata all'artista Antonio Corriga, si è posta l'obbiettivo di continuare a sondare i percorsi dell'arte sarda del Novecento e dei suoi maggiori protagonisti attraverso la valorizzazione e la riscoperta di un personaggio, Titino Sanna Delogu, al quale la città arborense deve moltissimo. La sua collezione è ritornata, finalmente, negli spazi ad essa dedicati all'interno della Pinacoteca “Carlo Contini” arricchita e completata con le opere fino a poco tempo fa sparse negli uffici comunali o cedute in comodato d'uso ad altri Enti. Assieme, e grazie alla grande generosità degli eredi di Giovanni Battista Sanna Delogu, è stata esposta, per la prima volta, un'importante selezione delle opere che costituivano l'intero fondo del lungimirante e illuminato mecenate nato a Ghilarza nel 1895 e spentosi, sempre a Ghilarza, nel 1970. Un anno prima della morte Titino, come veniva chiamato dai familiari e dagli amici, aveva donato al Comune di Oristano oltre cinquanta opere destinate a divenire il nucleo iniziale di una Pinacoteca della pittura sarda – sarebbe stata la prima nell'Isola – con l'unica condizione di vedersi ricordato, assieme alla moglie Clelia Sotgiu, all'interno della stessa. I due figli Josto e Rafaele, ereditarono, in parti uguali, il resto della collezione con opere di Giuseppe Biasi, di Antonio Ballero, di Felice Melis Marini, di Mario Delitala, di Pietro Antonio Manca, che testimoniano una rara sensibilità e una sicura competenza collezionistica nell'individuazione delle personalità che meglio hanno rappresentato l'arte della prima metà del Novecento nell'Isola. Se ad esse si aggiungono le opere di artisti quali Stanis Dessy, Melkiorre Melis, Carmelo Floris, Giovanni ed Enea Marras, Foiso Fois, Tony Geic, Libero Meledina, Carlo Contini, Dino Fantini e Costantino Spada, Antonio Atza, Ermanno Leinardi, Antonio Corriga e Antonio Amore, solo per citare i più famosi, e in parte, anch'esse, appartenenti alla Collezione Sanna Delogu, in parte pervenute tramite acquisizioni mirate da parte del Comune o frutto di altre donazioni, la mostra dedicata alla Collezione ritrovata e l'intero patrimonio della Pinacoteca Comunale hanno offerto e in parte continueranno ad offrire uno spaccato della pittura sarda della prima metà del Novecento quanto mai intrigante e ricco di curiosità, trattandosi per lo più di opere inedite e spesso di notevole qualità. Per capirne l'entità ma, soprattutto, il valore, basterebbe citarne alcune e, tra queste, l'esotica Danza della Nabruka, olio su tela di grandi dimensioni dipinta da Giuseppe Biasi a metà degli anni Venti durante il suo soggiorno africano, il conturbante ritratto di donna Allo Specchio di Foiso Fois degli anni Cinquanta, in bilico tra reminescenze secessioniste e aperture postcubiste o, infine, L'ombrello verde di Antonio Amore, l'ultima acquisizione della Pinacoteca, dono della famiglia dell'artista in occasione della mostra a lui dedicata, dai toni cupi e drammaticamente espressionistici.
Ivo Serafino Fenu
Tratto dal Notiziario EPDO Luglio 2015
Libro del Turismo Culturale di Oristano
Pag. 310 - Form. 14 x 21 - € 25,00



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