Libro ORISTANO
Città del Turismo Culturale
RESTITUIRE ALLA CITTÀ LA VECCHIA REGGIA DI PORT’A MARE
di Beppe Meloni
Oristano ha conservato sempre un legame molto stretto con il proprio passato. Ma non si può dire che delle testimonianze di una storia gloriosa, edifici, mura, torri e chiese, la città arborense sia stata attenta custode. Fra tanti personaggi, il più determinato e feroce, dal 1828 al 1840 l'arcivescovo Giovanni Maria Bua, responsabile di tante distruzioni. Non a caso chiamato “l'Angelo devastatore”. Spunta anche uno strano architetto, fra Antonio Cano, un monaco francescano che aveva un idea fissa: abbattere vecchie chiese e creare al loro posto dei piccoli “Pantheon”.
E così tra l'arcivescovo e il frate non vi era chiesa che fosse al sicuro. Il Duomo di Santa Maria, la Cattedrale di Oristano, fu la più illustre delle vittime, incendiata già alla fine del XII°secolo e ricostruita nel 1226, e poi distrutta. Non si salvò neppure la chiesa di San Francesco, nella quale si conserva il Cristo di Nicodemo. La chiesa duecentesca fu abbattuta e fra Antonio Cano la ricostruì, a forma di Pantheon, naturalmente. Senza molta fortuna però, perchè il piccolo “Pantheon” arborense non aveva rispettato le leggi della statica e crollò sotto il peso della cupola. Al suo posto venne ricostruita quella che oggi conosciamo dall'architetto cagliaritano, Gaetano Cima. Nel 1906 venne demolita l'antica “Porta a Mare”.
Si apriva su quella che è ora la brutta piazza Manno, dove l'orrendo edificio delle carceri ha preso il posto del palazzo dei Giudici di Arborea. In un suo bel libro fotografico, edito nel 1983 da S'Alvure, con presentazione del commediografo Antonio Garau, Giuseppe Pau indica i nomi dei “cittadini eminenti” che avallarono quell'improvvida decisione o che ad essa diedero il proprio assenso: l'archeologo Antonio Taramelli, Dionigi Scano, l'ingegner Edoardo Busachi, il sindaco Alberto Sanna, Silvio Lippi e il senatore Salvatore Parpaglia.
Ora che il carcere, dopo lunghi decenni di attesa, è stato spostato più in là, in quel di Massama, sarà difficile spiegare agli oristanesi che l'edificio di piazza Manno rischia di rimanere ancora a lungo di proprietà dello Stato.
Ma i tempi, fatalmente, saranno destinati ad allungarsi.
Beppe Meloni
Tratto dal Libro
Personaggi - Avvenimenti Culturali Oristanesi
Libro in ricordo del giornalista Beppe Meloni, voluto e programmato dallo stesso Beppe in questi ultimi anni ed elaborato durante i mesi di malattia, che raccoglie una serie di scritti e fotogrammi su personaggi, testimonianze ed eventi pertinenti la nostra “Piccola Città di Oristano” come lui definiva - Note ricordo di Gian Piero Pinna, Mario Virdis, Giampiero Enna, Antonio PInna, Luigi Roselli, Giorgio Luciano Pani e Roberto Cau
Pag. 205 - Formato 14x21 - € 20,00


Libro del Turismo Culturale di Oristano
Pag. 310 - Form. 14 x 21 - € 25,00



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