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Città del Turismo Culturale

 

Territorio del Turismo Paesaggistico e Archeologico

 

 

MA ORISTANO È ANCORA LA CITTÀ-GUIDA

DEL TERRITORIO?

 

di Beppe Meloni

 

Alla vigilia di una importante scadenza elettorale, quando il futuro del Paese si fa incerto, con una crisi economico-sociale, e per molti aspetti etico-morale, di una gravità eccezionale, paragonabile soltanto a quella degli anni Quaranta del secondo dopoguerra, occorre fermarsi eriflettere. Soprattutto per non ripetere gli errori del passato, e imboccare finalmente strade nuove che ci portino fuori da un labirinto inestricabile. Il primo sguardo è alla città e non solo perché siamo di fronte a una scadenza amministrativa delicata e difficile.

Oristano, ormai da molto tempo, sembra aver perso la sua anima. Manca la capacità di fare sintesi e pesa troppo il localismo nelle scelte amministrative che contano. Mentre gli apporti esterni sono scarsi e la solidarietà è affidata ancora e solo a un volontariato attivo e presente tra gli strati sociali  che soffrono. Associazioni culturali e di solidarietà sociale, cresciute per numero e qualità, che spesso vagano senza una sede comune, senza “fissa dimora”, come si leggerebbe in un “mattinale” della Questura. E tutto ciò avviene mentre è rimasto lettera morta uno degli obiettivi di fondo del  “Piano  di  sviluppo  2005-2010” dell'Ente Provincia, quando affermava che “la cultura e la valorizzazione del capitale umano e sociale rappresentano i cardini dell'azione di governo della Provincia di Oristano”. Nell'attesa infinita, quel che serve è ricondurre anzitutto le scelte amministrative della città-capoluogo   e dell'area vasta che la circonda ad una organica visione di “città guida del territorio” che fino ad oggi è completamente mancata. La grande DC di un tempo ha lasciato troppi arrivisti in campo, ma non ha saputo assicurare una classe politica degna di questo nome. E tutto ciò ha finito per pesare negativamente sulla scena provinciale e comunale. Con un insieme di variopinte sigle, molte delle quali riconducibili alla vecchia DC, a caccia di visibilità e di carriera. E anche il centrosinistra nel suo complesso ha finito per vivere marginalmente nella quotidianità della politica locale. Ricompattarsi a questo punto non sarà facile, e le schermaglie polemiche che precedono la formazione delle liste e la scelta del candidato sindaco, non aiutano a costruire un clima operoso. Anche perché Oristano è sempre stata e resta ancora oggi, una città piccolo borghese, moderata e accomodante, senza grosse pretese e con larga presenza di nostalgie passate. Come l'hanno raccontata i cronisti del primo Novecento. Non a caso dalle nostre parti è nato prima il Sardo-Fascismo di Paolo Pili e  Antonio Putzolu degli anni Venti e nel secondo dopoguerra la DC più forte dell'Isola. Gli anni del Centro-Sinistra restano quelli che nel nome dell'unità hanno favorito la battaglia per la Quarta Provincia.  La cui istituzionesembrava poter aprire finalmente la strada dello sviluppo territoriale, rivelatasi anch'essa un sogno di breve durata. Poi, alla fine degli anni Novanta, dopo la giunta Scarpa che aveva tentato di ricomporre una sintesi di politica unitaria sotto il segno del risveglio e della partecipazione, tutto è precipitato, con giunte comunali e provinciali insufficienti e talvolta esistenti solo sulla carta.

Oggi a conti fatti, l'Oristanese nello scenario regionale conta meno di zero. Sempre più marginalizzato e fuori dagli organismi e dalle scelte che contano. Poi, ci sono stati anche gli indirizzi programmatici sbagliati, la telenovela del PUC sovrastimato, l'aeroporto fantasma, il porto-canale inutilizzato, l'agroalimentare in grande difficoltà, il settore edilizio bloccato. E quando  in una città come Oristano si blocca l'edilizia tutto si ferma e la città muore. Oggi non  è più tempo di menestrelli, sognatori e indovini, in cerca di visibilità. La città capoluogo deve finalmente prendere in mano il proprio futuro. E non sarà facile uscire dal tunnel della mediocrità in tempi brevi. “Ma, di grazia, che altro si può fare per risvegliare Oristano?”   Beppe  Meloni

 

 

 

 

Tratto dal Libro

Libri EPDO - Beppe Meloni

Personaggi - Avvenimenti Culturali Oristanesi

Libro in ricordo del giornalista Beppe Meloni, voluto e programmato dallo stesso Beppe in questi ultimi anni ed elaborato durante i mesi di malattia, che raccoglie una serie di scritti e fotogrammi su personaggi, testimonianze ed eventi pertinenti la nostra “Piccola Città di Oristano” come lui definiva - Note ricordo di Gian Piero Pinna, Mario Virdis, Giampiero Enna, Antonio PInna, Luigi Roselli, Giorgio Luciano Pani e Roberto Cau

Pag. 205 - Formato 14x21 - € 20,00

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Beppe Meloni

 

 

 

 

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Libro del Turismo Culturale di Oristano

Pag. 310 - Form. 14 x 21 - € 25,00

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