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PICCOLA CITTÀ

Oristano, città guida del territorio

 

di Beppe Meloni

 

Quando l'orizzonte della vita è offuscato da una crisi economico sociale e per molti aspetto etico-morale,di una gravità eccezionale, pari a quella lontanissima degli anni Trenta e del doloroso secondo dopoguerra, niente di meglio che un ritorno al passato.
Non per amore di restaurazione, ma per non ripetere gli errori di una volta e imboccare strade nuove che ci portino fuori dal labirinto. Il primo sguardo è alla città. Oristano da tempo sembra aver perso la sua anima.

Manca ancora la capacità di fare sintesi, e pesa molto l'individualismo sempre presente nelle scelte amministrative che contano. Mentre l'apporto esterno e la solidarietà sono affidate soprattutto alla presenza di un volontariato molto attivo. Associazioni culturali e di solidarietà sociale, che sono cresciute per numero e qualità, ma vagano ancora senza una sede comune, senza “fissa dimora” come scriverebbe un “mattinale” della questura.

Tutto ciò mentre è rimasto lettera morta uno degli obiettivi di fondo del “piano di sviluppo 2005-2010” della Provincia, quando affermava che “la cultura e la valorizzazione del capitale umano e sociale rappresentano i cardini dell'azione di governo della provincia di Oristano”.

Quel che serve è ricondurre anzitutto le scelte amministrative della città capoluogo a una organica visione di “città guida del territorio” che fino ad oggi è stata completamente assente. Fino all’insediamento  della giunta Tendas ha finito per prevalere nelle scelte amministrative solo rissosità e inconcludenza.

La grande DC di una volta ha lasciato troppi arrivisti in campo, ma non ha saputo produrre  una classe politica degna di questo nome. È tutto ciò ha finito per pesare negativamente su Provincia e Comune. Un insieme di variopinte correnti, tutte peraltro riconducibili alla vecchia DC, a caccia di visibilità e di carriera.

La politica non ha più servito la città ma si è servita di essa per i personalismi degli emergenti di turno. Il  centrosinistra dal canto suo ha finito per vivere ai    margini  della vita politica locale e solo in questi ultimi anni ha cominciato a riorganizzarsi attorno al  partito democratico. Sino alla riconquista del Comune con la formazione della giunta Tendas.

Ricompattarsi non sarà facile, e le schermaglie polemiche di questi giorni non aiutano a costruire. Anche perché Oristano è sempre stata ed è ancora una città moderata e piccolo-borghese, con larga presenza di nostalgie passate. Città “dai tempi lunghi e dalle lunghe attese”, come raccontavano i cronisti del primo Novecento.

Non a casa dalle nostre parti è nato prima il “sardo-fascismo” e nel secondo dopoguerra la DC più forte dell’isola, che spesso ha conquistato la maggioranza assoluta dei consensi.                             

Gli anni del centro-sinistra restano comunque a livello comunale quelli che nel nome dell’unità hanno favorito la battaglia unitaria per la quarta provincia. La cui istituzione sembrava poter favorire la strada dello  sviluppo territoriale. Un sogno, questo, di breve durata. Poi alla fine degli anni Novanta dopo la giunta  Scarpa  che aveva tentato di ricomporre una sintesi di politica unitaria, sotto il segno del risveglio e della partecipazione, tutto è precipitato. Con giunte comunali e provinciali insufficienti e talvolta esistenti solo sulla carta. E tutto è proseguito verso un declino che oggi appare inarrestabile. Mentre l’Oristanese conta meno di zero in campo regionale, sempre più marginalizzato e fuori dalla scena politica sarda. Poi ci sono state le scelte politiche sbagliate, vedi aeroporto, la telenovela dei Puc, l’agro alimentare  in eterna crisi, l’edilizia bloccata. E quando si blocca l’edilizia la città muore.    Oggi con la grave crisi in atto e la recente abolizione della provincia, è la città capoluogo che deve saper prendere in mano il suo futuro. Anche se non sarà facile uscire da una crisi così profonda in tempi brevi. Si dice che nella vita il pessimismo non è mai il   migliore alleato per andare avanti e riprendere un cammino di progresso. Ma di grazia, che altro si può fare oggi per Oristano?

Beppe Meloni

 

 

 

 

Tratto dal Libro

Libri EPDO - Beppe Meloni

Personaggi - Avvenimenti Culturali Oristanesi

Libro in ricordo del giornalista Beppe Meloni, voluto e programmato dallo stesso Beppe in questi ultimi anni ed elaborato durante i mesi di malattia, che raccoglie una serie di scritti e fotogrammi su personaggi, testimonianze ed eventi pertinenti la nostra “Piccola Città di Oristano” come lui definiva - Note ricordo di Gian Piero Pinna, Mario Virdis, Giampiero Enna, Antonio PInna, Luigi Roselli, Giorgio Luciano Pani e Roberto Cau

Pag. 205 - Formato 14x21 - € 20,00

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Beppe Meloni

 

 

 

 

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Libro del Turismo Culturale di Oristano

Pag. 310 - Form. 14 x 21 - € 25,00

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