Gennaio 2026
Così, silentemente, quasi senza accorgermene, ma condotto dall’amore sincero, disinteressato per il commosso dell’arte, ecco un inatteso resoconto di una lunga produzione personale di riflessioni critico-interpretative di momenti dell’attività artistica dell’amico Roberto Cau di Oristano, una poliedrica sensibilità, la sua, di lunghissimo corso, più che cinquantennale, dapprima come pittore, poi come grafico e editore, e oggi evoluzione di proposte visuali di universale respiro di contemporaneità. Sarà che la di lui attenta, lucida e puntuale metodicità non abbia potuto resistere alle necessità di voltarsi per un attimo a considerare quanto finora prodotto; sarà pure l’essersi, il Nostro, reso conto che alcune stagioni della precipua vita professionale avendo ormai assolto alla loro liricità oggi sono da considerarsi nelle vesti del nuovo uomo… fatto sta che mi/ci ritrovo/iamo a poter contemplare, nelle righe che seguono, un corpus spontaneo di vivide letture di tali momenti, risultato di sollecitazioni che Roberto, conoscendo la mia sensibilità, quasi provocatoriamente ha voluto osare, e che io, da parte mia, pur nell’iniziale scetticismo mi sono poi trovato meravigliosamente coinvolto in esso.
Le “Note critico-interpretative” qui riportate, pur non strettamente in successione temporale secondo la loro produzione, restituiscono comunque la possibilità di riconoscere nella unitarietà poetica di lettura quei “momenti” artistici lirici, pertanto un approccio diacronico, tematico, di appartenenza comune, di contesto.
Così si rinveniranno i superbi “paesaggi” e la loro evoluzione nei “trittici”; la coeva, di questi ultimi, tematica dello “Scarabeo sacro” dove la liricità simbolica è affidata al prepotente ductus, al pittorico gesto sicuro, di pungente espressività, al colore dissonante, vivido, per poi pervenire alla infinita serialità segnico-grafica di “Mundus”; l’humanitas si fa condizione al contempo esistenziale individuale e sociale, storia: memoria, attualità e speranza progettuale (?). I “Papiri contemporanei” e le “Mostre impossibili” saranno il portato maturo ultimo, consapevolezza d’attualità e di una sensibilità quasi non più riconoscentesi nei mezzi espressivi dell’uomo vecchio pur se di quello e delle sue stagioni l’oggi è pur sempre connotazione.
Grazie. Prof. Giovanni Carafa (Già docente di Discipline pittoriche presso il Liceo artistico statale “C. Contini” di Oristano)
Note critico-interpretative sull'artista CAU

